Innanzitutto ringraziamo il nostro ospite per essere qui con noi su questo blog. Poichè non vuol farsi riconoscere in pubblico il nostro ospite ci chiede di effettuare questa intervista indossando una cover diversa da quella che indossa sempre. Comprendiamo perfettamente i motivi di questa sua scelta e dunque cominciamo con le domande. La prima cosa che si nota guardandola è che lei è sotto shock, ancora sconvolto per l'accaduto..Il 4 Aprile 2006 durante il secondo duello pre-elettorale Prodi-Berlusconi, il premier dichiarò di voler abolire l'Ici. Di questa mossa elettorale si è parlato molto e se ne parla qui. Ma cosa ne avrà pensato l'ici? Noi lo abbiamo intervistato subito dopo il voto.
Allora Signor Ici, Come sta?
Beh...come vuole che stia! Come uno che ha rischiato la vita da poco. Non è bello sentirsi abolire da un giorno all'altro. Non me l'aspettavo. E' stato un brutto colpo di scena.
Ci parli un pò di lei, cosa le piace, che cosa fa nella vita..
Io sono l'Ici, sono una tassa palindroma..l'imposta comunale sugli immobili. Sono sposato con l'icia e ho due figli che sono all'iceo. Mia moglie dice che sono troppo fiscale ma che vuole farci è un mio difetto. Ho una passione terribile per un frutto, l'icis e per gli animali tant'è che ho in casa tre m'ici che si chiamano Veni, Vidi e Vici.Ho due case ma una è intestata a mia moglie così paghiamo meno tasse. Adoro le alici e mi piace andare in bici.Purtroppo ho una vita molto a rischio e infatti ho un folto gruppo di guardie del corpo, ne avrà sentito parlare sono le guardie di finanza.
Ecco, tornando proprio al rischio che ha corso quando volevano abolirlo,ha avuto paura?
Molta. Specialmente nella notte tra il 10 e l' 11 Aprile. Il pomeriggio ero felice, me l'ero vista brutta ma era passata. Poi pian piano ho visto avvicinarsi la mia fine. Ancora non mi sento molto al sicuro. Però forse riuscirò a sopravvivere. D'altra parte non è la prima volta che ci provano. Cinque anni fa fu un comunista a volermi mettermi fuori causa ma poi sappiamo tutti come è andata. Sinceramente tutto pensavo meno che ci riprovasse il suo diretto avversario.
Ha ricevuto qualche telefonata di solidarietà?
Certamente. Mi ha chiamato mio cugino Irpef dicendo che lui avrebbe tifato per me. Il mio cugino francese, l'icì, mi ha detto che certe cose da lui non accadono. Mi ha chiamato il modello Unico che anche se si è un pò montato la testa mi ha detto che sono troppo importante per la cultura e per le attività e che mai avrebbero potuto far a meno di me. A dire il vero ho ricevuto anche diverse telefonate di minacce. Cittadini che mi maldicevano per avermi pagato inutilmente per tanti anni.Cittadini che dicevano all'Italia di farsi forza e poi non volevano sostenerla. Era inutile spiegare che è anche grazie a me se possono prendere l'autobus e ricevere un assistenza sanitaria più o meno decente. Devo ringraziare anche mia moglie se sono riuscito a rimaniere calmo nonostante la bufera.
Beh..parliamoci chiaro Signor Ici. Lei è una tassa. Non può pensare di star simpatico a chi deve pagarla.
Ma vede, è il concetto di base che è sbagliato. Ho sempre detto che c'è un rapporto sbagliato fra noi tasse e i cittadini. I cittadini ci vedono come una condanna, qualcosa da evitare. In realtà le tasse sono la base dello stato e quindi dei cittadini stessi. Il popolo che paga per il popolo. Il punto è che se c'è qualcuno (anche uno solo) che non paga, si rischia di screditare il sistema. Se poi questa pesona è il capo del governo peggio ancora.
Signori Ici, lei dunque è di Sinistra.
Macchè di sinistra. Io non sono ne di sinistra ne di destra. Basta con questa storia che le tasse sono di sinistra. Le tasse dovrebbero essere di sinistra e di destra e dovrebbero pagarle tutti. Non mi stancherò mai di ripeterlo. E poi se togliete me, da qualche parte i soldi dovrete prenderli. Dove? Il punto è che Lui, quella persona ha sempre cercato di evitarmi. Non gli sono mai stato simpatico. Anzi, non mi ricordo nemmeno se ci siamo mai incontrati. Era inevitabile che appena avesse avuto l'occasione avrebbe cercato di eliminarmi. Anche perchè mi deve comunque un sacco di soldi. In cambio la mia morte gli avrebbe portato un sacco di voi. Due piccioni con una fava. Anzi, se mi passa la battuta "due pICIoni con una fava".
Lei a qualche consiglio da dare ai cittadini?
Certo, non mi evadete. E come me tutta la mia famiglia. Siamo importanti. Uno stato è fatto anche di doveri. Non solo di diritti. Non credete a chi vuole abolire tutte le tasse. Meno tasse equivale anche a meno servizi. DI certo chi è ricco i servizi può comprarseli. Ma chi non è ricco? Credete che io mi diverta a farmi pagare per il mio lavoro? Se potessi mi farei pagare molto meno.
Allora, speriamo di incontrarci in situazioni migliori.
Mah..come le ho già detto credo che ancora non sia del tutto fuori pericolo. Tra Rossi e Neri, pardon centro-rossi e centro-neri, non c'è poi molta differenza. Credo che anzichè puntare sulla mia eliminazione per prendere voti si dovrebbe puntare su altre cose. Ma agli Italiani piace sognare, e allora se ce lo chiedono tutti insieme io e la mia famiglia ce ne possiamo pure andare. Per sempre. Poi però voglio vedere cosa faranno senza di noi. La seconda repubblica non ci piace, sotto con la terza.
Grazie a arrivederci Signor Ici.
Grazie a voi e cercate di essere felici.
Roma,2 gennaio 2005
Sono sempre stato un treppiede.
Mio padre era un treppiede. Avete presente il treppiede della foto dell’allunaggio di Armstrong?
Ecco, quello era mio nonno.
Ho sempre voluto fare il treppiede, fin da piccolo.
C’era chi voleva fare la pellicola, chi voleva fare il flash, ma io no.
Sono sempre rimasto con i miei tre piedi per terra.
Andavo carponi, ma già sentivo di dover essere un treppiede.
Per noi treppiedi è sempre stato un onore servire e immortalare i momenti storici che segnano la vita dell’uomo:
Piazza Tien An Men? Era un treppiede che sorreggeva la videocamera.
Il rapimento di Moro? Era un treppiede che sorreggeva la macchina fotografica dei rapitori.
L’ultima orgasmo di Cicciolina? Era un treppiede.
Ma oggi, ho scelto di porre fine alla mia esistenza.
Si, ho deciso di uccidermi. So che per voi sarà difficile capirmi ma vi prego di provarci: ho fallito!
Forse stamattina mi sarò montato con il piede sbagliato, ma il mio errore è imperdonabile.
Non so come sia successo, ma il mio bersaglio era lì, a pochi centimetri di volo.
Ancora pochi attimi e anche io , come i miei avi, avrei avuto la possibilità di servire l’umanità.
Poi, un lampo, un abbaglio, un raggio di sole riflesso da una pelata ed ho fallito.
Io ce l’ho messa tutta, ma non ce l’ho fatta. Perdonatemi, perdonatemi davvero. Sono soltanto riuscito a ferirlo.
Lo so, penserete che il suicidio sia una punizione eccessiva, ma credetemi, non è una decisione che ho preso così, su due piedi.
Addio , un treppiede.